Stefano's profile"Dark Romanticism"PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 14

    Patetico Romantico

    Patetico Romantico


    L’eco dei passi rimbomba nel silenzio il mio cuore

    Adegua il proprio battito

    l’andatura è un po’ lenta ma sicura  ed imponente

    inutile non piangere

    non è brutto sogno forza dai coraggio apri gli occhi

    nella vita basta solo non pensarci provare con altra e poi magari lei tornerà

    o scomparirà

    chiodo schiaccia chiodo tutti quanti li ricordarmi

    che di donne c’è sono anche in abbondanza il carpe diem non funziona su di me

    che patetico romantico credere che lei tornerà

    che patetico romantico soffrire per amore in un mondo che non sa

    che cosa sia l’amore

    Rivelo al mare le mie pene, sembra che mi capisca

    Annego  nel suo baratro blu

    Immenso come il mio amore profondo come il dolore

    Oblio della nostalgia

    io vigliacco cronico malato di malinconia o forse solo un’altra forma della mia pazzia

    ossessione perpetua nella mente mia prende forma e nome

    notte dopo notte dentro i sogni provo ad afferrarti  ma un muro mi si pone avanti proprio quando

    le mie dita tentano invano di sfiorarti incubi d’amore

    che patetico romantico credere che lei tornerà

    che patetico romantico non rinunciare lei non rinunciare a vivere

    reagire è modo più giusto per lasciar cadere  alle spalle una storia cosi lunga e amara

    reagire non vuol dir cancellare ma provare a lottare ed infine capire

    che patetico romantico credere che lei tornerà

    che patetico romantico soffrire per amore in un mondo che non sa

    che cosa sia l’amore

     

     

     

     

     

     

    May 10

    Luna

    Luna

    luna illusoria sorgi per me che questa notte sonno non ho
    luna zingara dei sogni, trasparente miraggio fatato

    chitarra e voce canto, una poesia per te...
    fedele mia compagna, fedele chi lo sa...
     

    tu sei...ascoltatrice sorda,tu sei... consigliera muta
    tu sei... ascoltratice sorda, tu sei...l'anima mia

    luna innocente creatura degli amanti innata atmosfera
    luna piena di nostalgia, meraviglia, malinconia

    chitarra e voce canto, una poesia per te...
    lamento dell'inconscio, scappo via da te...

    tu sei...ascoltatrice sorda,tu sei...consigliera muta
    tu sei... ascoltratice sorda, tu sei...l'anima mia

    incarnazione delle passioni
    incarnazione della realtà
    incarnazione delle paure
    scappo via da te... LUNA
    May 09

    L'incontro sperato

    L'incontro sperato

    vivada è l'essenza, vivido è il ricordo
    vivido è il dolore, livido in fondo al cuore
    limpida sorgente nei meandri della mia mente
    limpido il colore accecante come eri te

    dolce frenesia indossare la mia follia
    amara eutanasia staccare via la spina
    dolce è la morte, la speranza d'incotrarti
    nel paradiso dei pochi suicidi per amore

    dove sei... dove sei

    dimmi tu che senso ha la vita senza te
    dimmi tu che senso ha...la vita

    incatenato a questo corpo, ti vedo
    volare libera nel cielo, ti invidio
    ma tu tornerai ed io aspetterò
    l'incontro più insensato tra un angelo e me
    io, si, aspetterò,tu tornerai
    e mano nella mano,la vita un senso avrà.


    dove sei... dove sei


    vivada è l'essenza, vivido è il ricordo
    vivido è il dolore, livido in fondo al cuore
    dolce è la morte, la speranza d'incotrarti
    nel paradiso dei pochi suicidi per amore

    fine...

    un grazie particolare a Robylee e ad Andrey Diano

    April 17

    L'ipocrisia

    L'ipocrisia

    Rinchiuso in una prigione d'alibi
    confesso il mio peccato
    amare una donna come te
    è un tormento incessante

    tutti parlano male di te
    io confuso mi scanso
    tutti sputano su di te
    me ne lavo le mani

    ma perché l'ipocrisia regna sovrana
    ma perché  l'invidia celata è indigesta e fa male,che male

    parole taglienti,orpelli efficaci
    deduzioni errate
    ciarpami incoerenti, sogni bruciati
    dagli amici sbagliati

    tutti parlano male di te
    io comincio a pensare
    tutti sputano su di te
    ora inizio a capire

    ma perché l'ipocrisia regna sovrana
    ma perché  l'invidia celata è indigesta e fa male,che male

    l'amore non è fugaci parole trascinate dal vento
    ma fatti coerenti, pilastri pesanti colmi di verità
    l'amore è cosi senza troppe parole, trascendenti passioni
    fusione dei corpi, sincronismo dei cuori sconvolgenti emozioni x2

    ora guardo negli occhi, cristalli smeraldi
    e rivedo me stesso
    pregiudizio degli altri, bisogno di te
    crederò solo a te...

    l'amore non è fugaci parole trascinate dal vento
    ma fatti coerenti, pilastri pesanti colmi di verità
    l'amore è cosi senza troppe parole, trascendenti passioni
    fusione dei corpi, sincronismo dei cuori sconvolgenti emozioni x2

    February 03

    Interventi di Storia delle Religioni

    Bellezza senz’anima come Bellezza del Diavolo

    Durante film visto ieri - Senso di Luchino Visconti - è emersa dalla straordinaria interpretazione di Farley Granger, che recitava il ruolo di Franz Mahler, un ufficiale austriaco dedito al gioco d’azzardo e alle donne, la personificazione della “Bellezza senz’anima”.

    Vorrei soffermarmi e riflettere, dunque, sull’immensa somiglianza tra la Bellezza senz’anima, riscontrata in questo film, e la Bellezza del Diavolo, evinta da numerose

    opere letterarie.

    La Bellezza del Diavolo è da sempre impersonata dalla bellezza senz’anima di Lucifero, l’angelo più bello di tutto il Paradiso, detto anche comunemente “il Principe”. Egli vuole spodestare Dio dal trono, ma la sua ribellione fallisce miseramente e sconfitto dall’Arcangelo Michele viene gettato sulla terra, dove diventerà il sovrano degli Inferi.

    Come collegare, allora, l’immensa e inquietante figura di Lucifero alla figura di Franz Mahler?

    Esse possono essere collegate soltanto tramite un altro personaggio, creato da Oscar Wilde, che rappresenta la fusione perfetta esistente tra le due bellezze: Dorian Gray.

    Dorian Gray. pur di rimanere perennemente bello e giovane, accetta di stipulare un patto col diavolo, e così facendo il suo viso non verrà mai deturpato dal passare del tempo (mistero del viso), garantendosi, dunque, il vivere in un “infinito” presente.

    Dorian Gray è, quindi, l’alter ego, l’immagine di Franz Mahler riflessa allo specchio.

    Franz Mahler come Dorian Gray è l’incarnazione della bellezza del diavolo, è l’epifania della bellezza senz’anima, anima che entrambi hanno venduto al diavolo, chi direttamente con un patto, chi invece, indirettamente, rubando e ingannando la persona amata per soldi, come fece Giuda Iscariota con Gesù per la modica cifra di 30 denari.

    Circuiti tutti e due dal “Tentatore” per eccellenza, sono stati sedotti dalla bellezza del male e del peccato, come Adamo ed Eva nella Genesi.

    Intorno alle loro vite aleggia, inevitabilmente, lo spettro della morte con la falce in mano che incombe, come la spada di Damocle, sulle loro teste (sublime iconografia della Morte con la falce in mano), rendendoli ancor più belli, attraenti e simili nel loro destino, già previsto.

    Morte e Bellezza, quindi, costituiscono una faccia della stessa medaglia: l’una non può vivere senza l’altra, e la bellezza della morte s’impossessa di ambedue trascinandoli nel baratro del peccato e della perdizione.

    La bellezza senz’anima e la bellezza del diavolo, infine, possono essere accomunati in una spirale vorticosa che inghiotte chiunque osi bramarla o desiderarla: è la fine inevitabile che chiude le due storie analizzate.

    “Da tutti i mali, il mio differisce: perché mi piace; mi fa gioire; il mio male è ciò che io voglio, e il mio dolore è la mia salvezza. Non vedo dunque di che mi dovrei lagnare, dacché il mio male mi deriva dalla mia volontà; è il mio volere che diviene il mio male (…)” (Chrétien de Troyes).

    Interventi di Storia delle Religioni

    In the mood for love


    Il film In the mood for love è intriso di mutevoli significati e vorrei provare a commentare l’incantevole regia di Wong Kar-Wai. Posso solo cercare di interpretare i temi fondamentali riscontrati in questa eccellente opera cinematografica.

    Uno dei temi predominanti, in questo capolavoro, è sicuramente il Tempo. “Poiché il tempo non è una persona che potremmo raggiungere sulla strada quando se ne sarà andata, onoriamolo con letizia e allegrezza di spirito quando ci passa accanto” (Wolfgang Goethe).

    I due straordinari protagonisti capiscono troppo tardi, purtroppo, il significato dei versi di Wolfgang Goethe, poiché quando Chow - in Cambogia, malinconico tra le rovine e i templi - capisce che il passato è qualcosa che si può vedere e non toccare, e ogni volta che lo guarda avverte che è sempre più sfocato e confuso.

    Confida, allora, a un albero secolare i propri segreti, rinchiudendoli, in seguito, dentro un buco dove forse soffocheranno ma si conserveranno per sempre, come per sempre vivrà in un istante sospeso nell’eternità il suo amore per Li-Chan.

    Vorrei, dunque, soffermarmi su alcuni temi che possono essere raggruppati in un unico concetto. I temi in considerazione sono: l’amore platonico visto in chiave estetica, l’amore come manifestazione senza contaminazioni e il viaggio dell’anima nel tunnel dei colori della passione.

    Tutti questi concetti, che richiederebbero (ognuno) un mini trattato, sono riassumibili, nella cultura giapponese, in una sola parola, intraducibile ma densa di significati: mono no aware.

    Il termine trarrebbe origine da un’esclamazione spontanea di commozione (aware), ma esprime in forma più consapevole i sentimenti di fronte alle cose. Esso indica la sensibilità estetica ed emozionale rispetto a qualsiasi persona ed oggetto.

    Perché, dunque, credo che il mono no aware sia il collante fra questi concetti di grande profondità?

    L’amore platonico, l’amore incontaminato e il viaggio dell’anima tra i colori della passione, durante tutto il film, sono supportati dalla bellissima colonna sonora dell’immenso Michael Galasso con la sua sensuale quanto incantevole “Yumeji's Theme”, volano prepotente d’ogni scena.

    La sua sensazionale, inebriante e soave musica, collega brillantemente con il concetto di mono no aware tutte le tesi trattate.

    La musica è aware (commozione), un sentimento che non muta, non invecchia mai, capace di rendere infinito ogni momento, nonostante la sua effimera consistenza, come l’amore platonico rende indissolubile ogni momento, immortalandolo come dentro una fotografia, la quale imperturbabilmente resisterà all’insensato e devastante ciclo continuo della vita.

    (“La fotografia acquista un po' della dignità che le manca quando cessa di essere una riproduzione della realtà e ci mostra cose che non esistono più”: Marcel Proust).

    La musica, dunque, è viaggiare ininterrottamente tra vibrazioni ed oscillazioni impercettibili ma inconfondibili, come sono originali i colori della passione incontrati dall’anima. La musica è quel mono no aware commovente, affascinante e che splendidamente dà unità a tutto il film, nell’eccezionale direzione di Wong Kar-Wai.

    La musica è come l’amore incontaminato che continua a vivere. Nella semplicità è la perfezione.

    Interventi di Storia delle Religioni

    L’antitesi del linguaggio e delle emozioni

    Durante la prima lezione di questo nuovo anno, abbiamo analizzato un problema che purtroppo affligge la maggior parte delle persone: “Il problema del linguaggio dell’amore”.

    Esso, cinicamente affermo, ha influenzato, come un virus invisibile ma letale, tutta la generazione del 20esimo secolo. La causa principale di tale increscioso dilemma è da attribuirsi ai cellulari e alle diffusissime chat esistenti in internet.

    Queste nuove forme di comunicazione hanno indotto l’uomo ad abusare del linguaggio d’amore, rendendo - così - sature parole che prima avevano significati ben più profondi.

    L’esempio più lampante è il classico vocabolario abbreviato usato negli sms. L’uso improprio ed esasperato di tali termini non ha fatto altro che alimentare ulteriormente il caso in questione.

    QQQuando vogliamo esprimere un sentimento o un’emozione verso qualcuno, avvertiamo inesorabilmente un muro di cinta più alto e invalicabile del muro di Berlino. Ostacoli che rendono impossibile da decodificare i messaggi inviati dal cuore alla nostra mente. La nostra dialettica regredisce allo stato brado, e il labirinto del linguaggio ci intrappola e ci disorienta come se fossimo nel labirinto del Minotauro in assenza del filo di Arianna.

    Vorremmo, quindi, trovare una soluzione, una via che interagisca direttamente tra il nostro cuore e quello altrui, sapendo inevitabilmente che quando dipendiamo dal “piano del linguaggio”, purtroppo non dipendiamo mai dal “piano delle emozioni”.

    Vorremmo, quindi, come nel memorabile e intramontabile film Shining, avere quella “luccicanza” che ci permetta di comunicare direttamente le nostre impressioni, scavalcando ed evitando il problema del linguaggio.

    Nostro malgrado, lo shining (“luccicanza” ), è soltanto un’ingegnosa e fantastica invenzione del leggendario Kubrick. Siamo costretti ad emigrare in un altro pianeta per imparare il linguaggio dell’amore, come nel racconto fantascientifico tratto dalla libro La decima vittima.

    L’unico modo, dunque, per risolvere questo problema e di scardinare il lucchetto dei “limiti della coscienza” è riappropriarsi del significato autentico delle parole. Usare, infine, parole catartiche, non condizionate da agenti esterni, così da rendere l’Amore non qualcosa che confonda le idee, ma qualcosa che attraversi l’esistenza, diventando “genere di prima necessità”.

    Interventi di Storia delle Religioni

    L'amore-passione

    Abbiamo visto come la linea dell’amore sia la linea dell’irrazionalità.

    Essa induce ogni persona a qualsiasi azione, anche la più ingiustificabile, come

    ad esempio la morte vista come ultima ancora di salvezza dove aggrapparsi per raggiungere l’amore eterno.

    Irrazionalità e Morte, dunque, sono i volani di tutto il concetto di Amore e Passione, dove la prima è la causa scatenante della seconda.

    Quindi, che cosa spinge a morire per amore?

    Abbiamo osservato come spesso la follia o la pazzia ci aiutino a prendere una decisione così estrema come quella della morte, ma non credo che siano solo queste le uniche cause. Secondo me un’altra causa, non ancora analizzata, è il sacrificio, inteso come volontà di difendere a tutti i costi la persona che si ama, anche a prezzo della propria vita.

    Per esemplificare meglio la questione del sacrificio, vista come forma di irrazionalità che conduce alla morte secondo il presupposto di amore-passione, voglio estrapolare dal contesto del film La femme d’à coté solo l’ultima frase che dice: “o con te o senza di te”. Questa frase è intrinseca di vari e mutevoli significati e ovviamente non mi riferisco soltanto a quanto alluso nel film. Desidero sottolineare come una persona, pur di non rinunciare alla persona amata, decida di morire attraverso l’atto del sacrificio.

    Molto più esaustivo è l’esempio di una storia presa dal mitico manga delle Clamp “X\1999”.

    Sorata, uno dei protagonisti, è destinato a morire per causa della persona che lui ama, ma ciò ovviamente non lo spaventa, anzi lo rende più consapevole del vero significato dell’amore eterno che supera le barriere della morte. Sorata si innamora perdutamente di Arashi, ma lei - quando si accorge di ricambiare gli stessi sentimenti che Sorata prova per lei - sceglie di scappare ed allearsi con il rivale, perché sa che il destino incombe sul suo amato e, pur di non vederlo morire, decide di ammazzarlo lei stessa.

    Tuttavia il progetto non riesce a concretizzarsi perché lei non ha una forza di volontà tale da commettere questo atto disperato e, mentre lei si strugge di dolore, arriva Kamui, l’antagonista, intenzionato a punirla mortalmente per non aver portato a termine la missione affidatale.

    A questo punto Sorata - incurante della propria - intende sacrificare la sua vita per quella della persona amata.

    Infine Sorata - per amore verso la sua amata, non dunque per pazzia né per follia - sceglie di darsi la morte per propria mano, tragica fine dettata dalla piena consapevolezza di conservare in eterno un sentimento così profondo, ma altrettanto breve (“o con te o senza di te”).

    Nel mitico film Il corvo Brandon Lee afferma: “le persone muoiono, le case bruciano, ma il vero amore è per sempre”. Infatti, se l’amore è vero amore, niente può separare due persone nate per vivere insieme: esso vivrà anche dopo la morte, nel bene e nel male, in quanto la morte non può gettare nell’oblio l’AMORE PASSIONE che abbiamo riscontrato in questa storia e analizzato durante tutto il percorso letterario svolto fino ad ora.

    Interventi di Storia delle Religioni

    L'Amore è utile o inutile?


    La società d’oggi è completamente incentrata sulla filosofia americana del consumismo, secondo cui ogni azione è finalizzata all’utile soggettivo e comunitario. Quindi come facciamo a differenziare le cose utili da quelle non utili in questa società?

    L’unica differenza esistente che distingue tali incognite è la nozione di “SPRECO”. Se la cosa viene considerata dalla nostra società uno spreco, verrà incamerata nelle nostre menti come oggetto o azione inutile. Problema: l’AMORE è considerato anche esso uno “SPRECO”?

    L’amore è visto come uno spreco improduttivo, qualcosa che spinge l’uomo al di là della visione di utile, in quanto è un consumarsi reciproco, perché la persona amata o amante deve annullarsi per raggiungere l’altro.

    Perché, dunque, quando siamo soli ci sentiamo vuoti, spenti, e cerchiamo invano qualcuno che ci risvegli e ci illumini il cammino, pur sapendo che questo sentimento ci condurrà verso una via di perdizione e di dolore e al concetto di inutilità?

    Perché abbiamo bisogno di amare perdutamente e smisuratamente una persona?

    Perché più siamo “inutili”, più sentiamo vicino l’altro?

    Perché, infine, vogliamo morire per amore, ma non morirne senza?

    Tutte queste domande collidono con il concetto di utile che è intrinseco nella nostra società. Tuttavia esse rispondono perfettamente a quanto detto precedentemente.

    I nostri sentimenti, le nostre emozioni, pur forti o strane che siano, non coincidono con i parametri imposti dalla società.

    Ma la causa scatenante di queste emozioni contrarie da dove deriva?

    Ha origine dalla parte più primitiva di noi: dal bisogno di perdita smisurato. Principio nato dalla volontà di arrivare, attraverso un lungo viaggio, al nostro completamento; raggiungimento ottenuto dal “perdersi smisuratamente” in qualcuno.

    Quindi l’AMORE-PASSIONE è utile al fine ultimo di far realizzare il sogno racchiuso in ognuno di noi, cioè raggiungere e toccare, anche per un solo istante, l’AMORE ETERNO con la propria persona amata.

    “Nessun cuore ha mai sofferto quando ha inseguito i propri sogni” (P. Coelho).

    Interventi di Storia delle Religioni

    Il Linguaggio musicale: “Ultimo linguaggio catartico”

    Cercare di risolvere l’infausto problema del linguaggio d’amore, cercare di allontanarci dalla concezione, ormai veritiera, di “animali da confessione”, cercare, in tutti i modi, la via di fuga dove i regimi di pseudo–verità non intralcino il nostro “io” e la nostra coscienza, cercare, infine, una soluzione, spetta soltanto a noi.

    Abbiamo l’obbligo di trovare l’unico linguaggio capace di opporsi a questa società confessante, fondata sulla volontà di sapere-potere.

    Perché il potere è nelle mani di coloro che ascoltano, no di coloro che parlano, perché le parole non sperimentano la propria anima ma l’altrui sapere. Per liberarci, quindi, dall’incredibile e spaventoso “terrorismo del sapere” dobbiamo trovare l’ultimo linguaggio catartico. L’unico che sia, in grado di essere, contemporaneamente, sia la voce di tutta l’umanità, di qualsiasi tempo e luogo, sia la voce d’ogni dolore, d’ogni gioia, che non necessita di traduzione.

    L’ultimo linguaggio catartico è, indi, il linguaggio musicale. “La musica è il più grande bene che i mortali conoscano. E’ tutto ciò che del paradiso noi abbiamo quaggiù” (J. Addison). L’aforisma di J. Addison è molto importante, perché introduce, nei cuori di tutti, la luce della speranza come la luce che riscontriamo nei Sepolcri di Foscolo. La musica è, dunque, l’ancora di salvezza, l’arma capace, con la sua innata e trascinante forza di comunicazione, di mutare lo svolgersi degli eventi. Essa è intraducibile per il Potere, perché non “confessata” in nessuno dei suoi ambiti di predominio. Quando siamo sopraffatti dalle emozioni, a causa di una tragedia o viceversa, non siamo capaci di tradurre quello che sentiamo. Il Potere, allora, rimane casualmente ed inconsapevolmente all’ombra. Questo è l’unico sistema capace di interagire evitando “la mano invisibile” del sistema. Come facciamo, allora, a decifrare i sentimenti incomprensibili della mente ma tanto espressivi per il nostro cuore?

    Dove le parole finiscono, inizia la musica. La musica è la capacità di espressione che differenzia ogni essere umano dall’altro e che ci eleva dal rango di bestie da confessione, perché finché avremo la musica, il Potere non riuscirà mai a governarci ed a sapere tutto di noi, mentre noi potremo continuare, liberamente ed in eterno, a vivere nel nostro idilliaco presente, invece di vivere nell’eterno passato imposto dalla società del volere–sapere.

    “La musica è la stenografia dell’emozione. Emozioni che si lasciano descrivere a parole con tali difficoltà sono direttamente trasmesse nelle musica, ed in questo sta il suo potere ed il suo significato” (L. Tolstoj).